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Olio di Nocciola... la vera storia!

""...A quei tempi la vita in campagna non era certo facile, si forse meglio che in città. Ad ogni modo il "pane" si sudava. Grazie al cielo, non ci lamentiamo, non ci è mai mancato niente; tutto però era fatto a mano: la cura delle viti, la coltivazione dei campi, i raccolti. Il nostro unico aiuto era la vacca, che in più, ci dava quel poco di latte da mangiare ed il vitello. Poi è venuta la guerra e le cose sono diventate ancora più difficili. Durante la trebbiatura un incaricato dello stato veniva a controllare quanto grano trebbiavamo, per noi non rimaneva una grossa quantità, quasi tutto era destinato all'ammasso. Il vino, anche quello, si cercava di venderlo, noi usavamo quello meno buono, mischiato un pò all'acqua dopo che lavavamo le botti. Era difficile anche riuscire a comprare i prodotti, avessimo avuto anche tanti soldi. Mi ricordo che la sera, di giorno non si poteva perchè qualcuno avrebbe potuto vederci, mettendo dei teli alle finestre, spremevamo anche per tutta la notte per avere un po' d'olio di nocciole in più; l'olio che potevamo comprare con la tessera era poco, non bastava. Allora con quel torchietto, procurato da dei parenti che lavoravano nelle ferrovie, non ricordo però da dove arrivasse, facevamo l'olio di nocciola. Schiacciavamo le nocciole una volta, lasciavamo riposare e poi di nuovo a spremere. Poi sbriciolavamo quelle già schiacciate ed ancora nel torchio per tirare fuori ancora quel poco d'olio nocciola che rimaneva. Le nocciole che rimanevano, non si buttavano mica, si faceva magari una torta o si mangiavano così tostate."

(da un racconto di "Nonna" Egle Penasso)

Olio di Nocciola... memoria della Storia Piemontese a tavola!